GdM 22/02/2013: «Giù le mani da Porta Cerese» Italia Nostra chiama Unesco

    «Giù le mani da Porta Cerese» Italia Nostra chiama Unesco

    …supermercato Esselunga (venturo) e sciogliere il groviglio di Porta Cereseminaccia di aggredire Palazzo Te. Due sottopassi ferroviari…che ha raddoppiato l’indice di edificabilità a Porta Cerese da 0,3 a 0,6, vincolando la costruzione della media…

    — 22 febbraio 2013 —   sezione: MANTOVA

    GdM 008

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    Storia del Comitato

    Storia del comitato

    Il comitato di Valletta Valsecchi (VV) è nato nel 2007, la data precisa è il 20.04.2007
    con lo scopo di “perseguire e favorire il miglioramento
    dell’ambiente e della qualità della vita dei residenti in equilibrio
    con le altre zone cittadine”.
    Abbiamo iniziato a incontrarci tra di noi durante l’epoca della
    giunta Brioni. Era la stagione dell’assessore Verde
    Saletta il quale sosteneva che il problema delle polveri fini in
    Valletta Valsecchi dipendesse dalla strada non asfaltata sull’argine
    maestro.

    Patto di quartiere

    Nell’estate del 2007 il Sindaco Brioni ci propose,
    in una logica abbastanza pioneristica di partecipazione attiva, o di
    democrazia partecipata, di stilare un cronoprogramma delle cose
    che avremmo voluto si facessero. I nostri desiderata.
    Creammo quattro tavoli: ambiente, manutenzione, viabilità e
    qualità della vita (Welfare) e iniziammo questo bellissimo lavoro
    che portammo a termine in una solenne assemblea pubblica con
    la presentazione alla cittadinanza. Dopo di che, non se ne fece
    più nulla.
    Capimmo quindi che senza un vero contatto con le leve del
    potere, i singoli cittadini non hanno alcuna possibilità di incidere
    sulle decisioni pubbliche. L’unico strumento avrebbe potuto
    essere quello giudiziale. Da una parte l’eventuale ricorso al TAR
    (da escludere per la nostra totale, croniche e istituzionale
    carenza di risorse economiche) e dall’altra quello degli esposti alla
    procura delle Repubblica.

    In ambito ambientale avevamo preso la buona abitudine di
    monitorare tutto ciò che accadeva intorno a noi, sia in ambito
    amministrativo che in ambito concreto.
    Era l’epoca in cui chiedevamo fortemente una corretta
    informazione sui dati e sulle emergenze, chiedevamo un serio
    rapporto di confronto con le industrie e con l’arpa, chiedevamo
    trasparenza sui dati e sulle metodologie impiegate.

    Benzene

    In particolare con ARPA emblematico è stato l’episodio del
    benzene. Da tempo registravamo i dati pubblicati sul sito
    dell’arpa. Per alcuni giorni vennero pubblicati dati relativi al
    benzene allarmanti.
    In particolare:
    22 Settembre 7 mcg/m,
    23 Settembre 7,5 mcg/m,
    24 Settembre 8,1 mcg/m,
    25 Settembre 10,1mcg/m
    Si evidenziava un continuo crescendo dei valori giornalieri del
    benzene (fuori norma, dato max era 6mcg/m) e, al tempo stesso
    e incredibilmente, nessun cenno e/o commento da parte degli
    organi di controllo nè delle autorità istituzionali.
    Quando coinvolgemmo la stampa accadde il finimondo, anche
    perché le risposte che ci vennero date furono talmente fuori
    luogo che furono come benzina sul fuoco e allarmarono ancora di
    più l’opinione pubblica. Magari non tanto per il dato, visto che
    molti non conoscevano nemmeno la tossicità del benzene, ma per
    la vaga presa di coscienza che forse chi avrebbe dovuto vigilare
    sulla nostra salute non lo faceva adeguatamente. Il direttore
    dell’ARPA, infatti, disse pubblicamente che se il dato era fuori
    norma, quando fino a quel momento era stato nella norma, era
    palese che il problema era tecnico. Il che è come dire che se i
    nostri figli che sono normalmente sani, un giorno hanno 39 di
    febbre, dobbiamo cambiare il termometro. L’assessore, da parte
    sua, si giustificò che nessuno lo aveva avvertito.
    Certo è che la mancanza di strumenti seri e efficaci rende
    oltremodo difficile la battaglia dei cittadini se non sono le forze
    politiche a fare propria la voce dei cittadini stessi.

    Prospettive future

    Il futuro: come lo vediamo?
    Siamo degli inguaribili ottimisti, ma una vera e seria politica di
    rinnovamento ambientale non la vediamo e non la possiamo
    vedere se non sarà accompagnata da inevitabili, drastiche,
    dolorose quanto lungimiranti, scelte politiche.
    Dobbiamo essere consapevoli e solidali con quanto riferito
    dall’assessore Grandi. Il problema ambientale (e il problema
    occupazionale, visto che ambiente e lavoro – o ambiente e
    sviluppo se lo guardiamo sotto una lente più capitalistica – vanno
    di pari passo) non può più essere affrontato con soluzioni
    tampone. E in questa ottica il dramma della Burgo, che
    certamente è un dramma per i lavoratori, per le famiglie, ma per
    la stessa città di Mantova, può e deve diventare una opportunità.
    Perché se è mancata prima la lungimiranza di capire che la
    soluzione del problema non poteva prescindere da una
    riconversione industriale, oggi non possiamo continuare a
    chiedere agli operai di sostenere loro, con le loro rinunce, con i
    contratti di solidarietà, con la cassa integrazione, la crisi
    economica che gli imprenditori forse avrebbero dovuto prevenire,
    o almeno prevedere, adottando per tempo gli accorgimenti
    opportuni. Il dramma diventa quindi l’opportunità per affrontare
    un problema che oggi non è più procrastinabile. Mantova non può
    più contare sull’industria della carta, ma anche del petrolchimico.
    Oggi è la Burgo, domani sarà la IES, dopodomani forse Polimeri
    Europa che pare però stia già attuando processi di riconversione.
    La dicotomia lavoro contro ambiente fortemente sbilanciata verso
    il primo, che ha ispirato lo sviluppo industriale dei primi anni del
    900, non può più essere. Ma nemmeno il ricatto occupazionale è
    più tollerabile. Non è più immaginabile che la salute sia barattata
    per un posto di lavoro. Anche perché l’eccesso di informazione
    negativa che riceviamo (vedi ILVA ma non solo) ci ha portato
    ormai a essere insensibili al problema della salute collettiva e
    della sua tutela. Ci ha assuefatti. Ci ha resi talmente indifferenti
    che ci ha portato talvolta a credere che il problema non ci sia, sia
    stato inventato da altri o riguardi solo gli altri.
    Non aspettiamo di esserci coinvolti noi stessi, le nostre famiglie.
    Non continuiamo a ragionare con la logica dell’orticello.
    La soluzione del problema ambientale non può quindi più
    prescindere da una riconversione del sistema industriale
    mantovano, e quindi da una corrispondente politica di sviluppo
    industriale “verde”, ma non può nemmeno prescindere da una
    rinnovata etica ambientale.

    Il condominio terra

    Perché se ciascuno di noi non ci mette un pochino del suo e ha la
    pretesa di ritenere che l’inquinamento non sia una conseguenza
    anche del suo uso, talvolta eccessivo, talvolta non necessario,
    dell’autovettura, del riscaldamento, dalla sua eccessiva
    produzione di rifiuti, non andremo mai da nessuna parte. Se non
    perdiamo l’idea dell’orticello di proprietà esclusiva da curare a
    scapito degli altri, a vantaggio di un’idea “condominiale” di questa
    nostra grande, amata terra, non andremo mai da nessuna parte.
    Anche per quanto riguarda le bonifiche, è vero ed è giusto che
    debbano essere quelli che hanno inquinato a pagare la bonifica.
    Ma questa logica giustizialista deve fare anche i conti con i tempi
    e i risultati della giustizia italiana. Che cosa ci servirà tra vent’anni
    una sentenza di condanna contro una azienda ormai estinta? Il
    problema è ora ed è già troppo tardi. Non si tratta più di decidere
    chi dovrà fare o pagare le bonifiche, ma quando si faranno.
    Perché se nel nostro condominio qualche idiota che non si sa chi
    sia (ma i sospetti sono sempre verso qualcuno) ha rotto
    l’ascensore non per questo possiamo pretendere che i condomini
    facciano le scale. Perché nei condomini ci sono anche gli anziani, i
    bambini, le mamme con i passeggini.
    E in questa metafora condominiale, noi, di valletta valsecchi siamo
    i condomini dell’ultimo piano.

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    Aria Gennaio 2013

    Relazione sugli inquinanti rilevati dalle centraline ARPA nella città di Mantova relative al mese di Gennaio 2013

    SO2
    I dati rilevati dalle centraline sono rimasti dentro la norma consentita valore min.<5 mcg/mc valore max 12 mcg/mc

    PM10 – I valori fuori dalla norma durante il mese di Gennaio 2013

    Centralina N° Giorni fuori norma Data Valore min. riscontrato Valore max riscontrato
    ARIOSTO

    17

    1,2,3,4,5, 6,7,8,9,10, 11,12,26,27,28, 29,30

    51mcg/mc

    99mcg/mc

    GRAMSCI

    13

    1,2,5,6,7, 8,9,10,11,12, 28,29,30

    55mcg/mc

    109mcg/mc

    S.AGNESE

    16

    1,2,4,5, 6,7,8,9,10, 11,12,27,28,29, 30,31 52mcg/mc

    110mcg/mc

    TRIDOLINO

    17

    1,2,4,5,6, 7,8,9,10,11, 12,19,22,27,28, 29, 30

    51mcg/mc

    117mcg/mc

    PM2,5 – I valori fuori dalla norma durante il mese di Gennaio 2013

    Centralina N° Giorni fuori norma Data Valore min. riscontrato Valore max riscontrato
    S.AGNESE

    26

    1,2,3,4,5, 6,7,8,9,10, 11,12,13,18,19, 20,21,22,24,25, 26,27,28,29,30, 31

    27mcg/mc

    99mcg/mc

    NO2 I dati rilevati dalle centraline sono rimasti nella norma consentita valore min 27 mcg/mc valore max 97 mcg/mc

    CO – I dati delle centraline si sono mantenuti per tutto il mese entro la norma (min.0,7 max 2,0)

    Benzene – Valori riscontrati dalle centraline nel mese di Gennaio 2013 si sono mantenuti entro i limiti consentiti con valori min <3mcg/mcg, max 5,2 mcg/mc (Centr.Gramsci)

    Ozono O3I valori si sono mantenuti entro la norma min.8 mcg/mc, max 64 mcg/mc

    Meteo Gennaio 2013

    Sereno Variabile Nuvoloso Pioggia Nebbia
    3gg 7gg 9gg 8gg 4gg

    La Tabella sottostante rappresenta il numero dei giorni in cui i dati ARPA nel mese di Gennaio 2013 non erano disponibili

    Centralina

    SO2

    PM10

    PM 2,5

    NO2

    CO

    Benzene

    Ariosto

    1

    0

    *

    1

    *

    1

    Gramsci

    10

    7

    *

    10

    10

    10

    S.Agnese

    *

    0

    0

    0

    0

    0

    Tridolino

    0

    0

    *

    0

    0

    *

    *Manca l’apparecchiatura per il rilevamento dei dati

    Pubblicato in Aria | Commenti disabilitati su Aria Gennaio 2013

    2013_01_23 GdM Italia Nostra prova a smontare il PGT

    Gazzetta di Mantova del 23.01.2013

    Italia Nostra prova a Smontare il PGT di Igor Cipollina

    2013_01_23_GdM_IN_PGTc

    Pubblicato in Area Te, Notizie | Commenti disabilitati su 2013_01_23 GdM Italia Nostra prova a smontare il PGT

    GdM 15 gennaio 2013: Sodano-Esselunga, si tratta: «Vogliamo fare in fretta»

    Sodano-Esselunga, si tratta: «Vogliamo fare in fretta»

    …architettonico che è Palazzo Te con una soluzione che sciolga il nodo…progetto che tenga conto dell’area vincolata del Te e della viabilità della zona…prescrizioni ministeriali sull’area del Te, ma mette in difficoltà i negozi… di Sandro Mortari

    — 15 gennaio 2013 —   sezione: MANTOVA

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    GdM 09 gennaio 2013: Operazione Porta Cerese La giunta vuole far presto

    Operazione Porta Cerese La giunta vuole far presto

    …quello che il Pgt consente a Te Brunetti e a Ghisiolo, e…acquistato da Coopsette l’area e l’immobile a fianco…la vicinanza con Palazzo Te, sia dal punto di vista viabilistico…ed essendo quella un’area sotto la tutela dell…non sfregeranno PalazzoTe. Inoltre, Esselunga dovrà… di Sandro Mortari

    — 09 gennaio 2013 —   sezione: MANTOVA

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    GdM 09 gennaio 2013: Esselunga, cinque anni per sbarcare al Te

    Esselunga, cinque anni per sbarcare al Te

    …quello che il Pgt consente a Te Brunetti e a Ghisiolo, e…acquistato da Coopsette l’area e l’immobile a fianco…la vicinanza con Palazzo Te, sia dal punto di vista viabilistico…ed essendo quella un’area sotto la tutela dell…non sfregeranno PalazzoTe. Inoltre, Esselunga dovrà…

    — 09 gennaio 2013 —   sezione: MANTOVA

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    GdM 02 gennaio 2013: Pgt in vigore: porte aperte ai nuovi piani

    Pgt in vigore: porte aperte ai nuovi piani

    …case – aggiunge – sorgeranno a Te Brunetti e a Ghisiolo est; e…nuovi ambiti di trasformazione a Te Brunetti e a Ghisiolo e altrettanti…moda all’interno dell’areaLubiam in viale Fiume». Anche…privati dovranno tutelare Palazzo Te, investendo anche per riqualificare… di Sandro Mortari

    — 02 gennaio 2013 —   sezione: MANTOVA

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    GdM 20 dicembre 2012: Benedini su Porta Cerese: «Il piano è modificabile»

    Benedini su Porta Cerese: «Il piano è modificabile»

    …per riprogettare quell’area». L’architetto…Porta Cerese e in zona Te va affrontato con grande…all’esedra di Palazzo Te. Ipotesi che nasce in tempi…La proprietà dell’area è cambiata, ma i termini…all’antica isola del Te, con rondò piazzati all… di Nicola Corradini

    — 20 dicembre 2012 —   sezione: MANTOVA

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    GdM 19 dicembre 2012: Altolà del sovrintendente «Devo difendere il Te»

    Altolà del sovrintendente «Devo difendere il Te»

    …attenzione Palazzo Te e puntasse a valorizzarlo…per sovraccaricare l’area di traffico e persone…impone la legge. L’area di Palazzo Te è sottoposta a un vincolo…può valorizzare l’area del Te rispettandone “il… di Gabriele De Stefani

    — 19 dicembre 2012 —   sezione: MANTOVA

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